Mi chiamo Giorgia. Vivo a Perugia. Il mento andava indietro. Di lato, il collo sembrava unito al labbro. Sotto, una faccia da doppio mento. Il naso, sopra, sembrava più grande di quanto è. Non era il naso. Era il mento che non spingeva. Ho cominciato a guardare una chirurgia del mento. E se la protesi scivola? E se il labbro resta addormentato e sbavo? E se la faccia diventa quadrata, da uomo?
In Italia i preventivi mi uscivano di mano. Forum: profili con una linea, e protesi che si muovevano, labbra che non tornavano. Digitavo è sicura la mentoplastica in Turchia? Non un titolo. Qualcosa che mi facesse dormire. Sono andata da sola.
Ho scritto a Just Clinic Istanbul. Non il prezzo per primo. La protesi che scivola, il labbro insensibile, atterrare da sola. Hanno risposto con anatomia, non con una brochure. Sul foglio, accanto all’ospedale, c’era Just Clinic Istanbul mentoplastica. Se sei arrivata qui con mentoplastica Just Clinic Istanbul nella barra, eri dove ero io, a Perugia, all’una di notte.
Le viti
Quello che mi terrorizzava di più era svegliarmi col mento da un lato. Sui forum, donne che ridendo sentivano il pezzo che andava.
L’ho detto senza giri. Succede se la misura è sbagliata o se non è ancorata. Avrebbero scelto la forma per il mio osso e l’avrebbero fissata con piccole viti di titanio. Quando è lì, si comporta come parte dell’osso. Ridere non la muove. Sono passati mesi. Il gonfiore è sceso. Il mento sta dove l’hanno lasciato. Nemmeno un millimetro di lato.
Il labbro, la terza settimana
È imbarazzante. Lo pensavo lo stesso. Gente che, settimane dopo, non sentiva il labbro, a cui cadeva l’acqua. Parlo tutto il giorno al lavoro.
Il taglio va dentro la bocca. I nervi fini soffrono col gonfiore. I primi giorni, un intorpidimento da dentista. Il nervo grande non si taglia. Le prime due o tre settimane il labbro era strano. Bevevo con la cannuccia. Non sono arrivata a sbavare come sui forum. Alla terza settimana i formicolii. Il tatto è tornato del tutto.
Una faccia da donna
Volevo una linea. Non una mandibola da uomo. Avevo visto menti che mangiavano la faccia.
Una protesi da donna non è una da uomo. Forme che raffinano, che chiudono un po’ a V, non per allargare. Ha misurato il triangolo tra zigomi e mento. Quando hanno tolto le strisce, il profilo non si era indurito. Il collo si era schiarito. La faccia più fine, non più ruvida.
Il taglio è dentro. I primi giorni sorridere era teso. Alla fine della seconda settimana, suture sciolte, gonfiore giù: la risata era la mia. Nessun lato più basso.
Quel pezzo mangerà l’osso?
Ho trovato il riassorbimento osseo. Anni dopo, la protesi preme e consuma. Gioco l’osso per un profilo?
Ho chiesto. Non ha cambiato discorso. Quel rischio si vede con un pezzo enorme nel posto sbagliato. Uno fatto per la mia anatomia, pressione distribuita, fissato col titanio perché non sfrechi. Che me lo dicesse così, senza coprirlo, mi ha dato più pace di un «non ti preoccupare».
Dopo una notte
Avevo letto: ti svegliano in poche ore e ti mandano in hotel con la bocca piena. Da sola, gonfia, incapace di parlare bene.
Ho chiesto di restare una notte. Stanza d’ospedale, vera. Infermiere di notte. Ghiaccio sotto il mento. Pressione. Brodi, quella notte solo liquidi. Al mattino chi mi aveva operata. I punti interni. Solo allora l’hotel. Nessun drain. Non ho messo un numero di giorni in città: il volo, quando ha detto sì.
Perugia, il WhatsApp
Il salto di prezzo con l’Italia accende la domanda. Cosa tagliano. Non ho preso l’offerta più bassa. Ho chiesto le carte, l’ospedale, il percorso del chirurgo. Si cerca mentoplastica Turchia e arriva una lista. Io ho chiesto un ospedale. Mi hanno trattata sopra a quello che ho pagato. La mia mentoplastica in Turchia: una notte, le viti, poi Perugia.
Il mento. Punto. Niente «già che c’è, il naso e il grasso dal collo». Quello chiuso in Italia è quello fatto a Istanbul. Nemmeno un euro in più.
All’arrivo, il mio nome. Hotel, ospedale, i controlli: macchine, qualcuno che sapeva chi ero. Quella che stava con me parlava italiano vero. Ogni riga. Quando ho aperto gli occhi: «Giorgia, è andata bene».
Una donna già operata, in Italia, mesi prima. Il labbro, se era andata da uomo, il sorriso. Quello che mi ha raccontato, settimane dopo, l’ho vissuto. Quell’ora mi ha messa sull’aereo.
A Perugia, ogni WhatsApp, la stessa persona. Foto del gonfiore. Un giorno, mangiando, una puntura sui punti, ho scritto in panico. Fa parte della chiusura interna, hanno detto. Non mi sono sentita abbandonata.
Se vi nascondete nelle foto di lato, se il naso sembra più grande perché il mento non spinge: io ci sono passata. Sola. Sono Giorgia, a Perugia. C’è una linea tra il collo e la faccia. La mia.
La tecnica sta sulla pagina del trattamento. Gli importi, sulla pagina prezzi.
Come manteniamo accurati i nostri contenuti medici
In Just Clinic Istanbul, i contenuti su trattamenti, prezzi e pacchetti sono preparati con il contributo di autori con formazione medica e rivisti in base agli standard clinici seguiti dai chirurghi e dagli ospedali con cui collaboriamo a Istanbul. Usiamo un linguaggio chiaro, pratico e prudente, così il paziente può capire che cosa avviene di norma senza considerare le informazioni online una diagnosi personale o un preventivo definitivo.
| Revisione medica | Prof. Dr. Halil İbrahim Canter Liv Hospital Vadistanbul Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica |
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| Autore | Team di redazione medica di Just Clinic Istanbul |
Questo contenuto si basa sulla pratica clinica attuale, sul contributo dei chirurghi e sulle domande reali dei pazienti durante la pianificazione. Viene aggiornato quando cambiano prezzi, tecniche, indicazioni per il recupero o dettagli inclusi, in modo da restare utile, responsabile dal punto di vista medico e coerente con la valutazione scritta prima del viaggio.