Mi chiamo Francesca. Vivo a Napoli. Dopo due gravidanze e un calo di peso, il petto. Pelle molle, un vuoto dove c’era una forma. Solo il lifting mi avrebbe lasciata più piccola. Serviva la pelle raccolta e, lo stesso giorno, il volume di una protesi. Quell’idea mi teneva sveglia. Un décolleté da rivista? I bordi? Quella pelle, già sottile, regge un peso in più?
In Italia i numeri andavano oltre quello che potevo pagare. La Turchia compariva di continuo. Il prezzo più basso non mi ha calmata. Notte dopo notte ho digitato è sicura la mastopessi con protesi in Turchia? Forum: donne contente, e cliniche senza carte, aereo al terzo giorno, una chat che si spegneva. Quelle ultime mi lasciavano fredda. Sono andata da sola.
Ho scritto a Just Clinic Istanbul. Non il prezzo per primo. Il double bubble, le onde, il peso su una pelle che aveva già ceduto, la cicatrice a T, la capsula. Hanno risposto come un ambulatorio, non come un testo copiato. Sul foglio, accanto all’ospedale, c’era Just Clinic Istanbul mastopessi con protesi. Se sei arrivata qui con mastopessi con protesi Just Clinic Istanbul nella barra, eri dove ero io, a Napoli, all’una di notte.
Dopo le due gravidanze
Due volte incinta, poi giù di peso. Il seno era caduto e svuotato. Non volevo solo riempire. Volevo che stesse su. Me lo hanno detto chiaro: un aumento da solo avrebbe messo volume sopra un seno già caduto. Pelle e protesi, lo stesso giorno. Due-quattro ore, di solito. La mia, intorno alle tre.
Ho chiesto se, con la pelle così sottile, conveniva aspettare un secondo tempo. Non c’è un sì per tutte. Se il tessuto non regge, due tempi. Il mio piano scritto era uno. Quello hanno fatto.
Il metro, non la taglia
Il double bubble mi teneva sveglia: la protesi che scende, un gradino sotto il seno vero. Le onde, visibili. Un volume da catalogo che non era il mio.
Hanno misurato il torace, la schiena, la pelle. Ho chiesto «un po’ di più». Non hanno ceduto. Sotto il pettorale, dual plane, forma a goccia. Nessun gradino. Non mi hanno messo una taglia che non era mia.
La T
A me è rimasta una T invertita: intorno all’areola, una linea in giù, un’altra nel solco. All’inizio rossa, tesa. Mesi senza sole, strisce di silicone, la crema. Si è assottigliata. Non mi hanno venduto una cicatrice invisibile. Non era una verticale. Era la T, per il mio seno.
Le due notti
Avevo letto: ti operano e ti mandano in hotel lo stesso giorno. Quella foto mi faceva freddo.
Camera d’ospedale, vera. Due notti piene. Le infermiere passavano a orari fissi. Pressione, la medicazione, il reggiseno. La mattina, chi mi aveva operata. Due notti, poi l’hotel. A Istanbul sette giorni. Non ho messo piede in aeroporto finché non ha detto sì all’aereo. Nessuno ha sgomberato il letto.
Non ho viaggiato con i drenaggi. In volo, le calze compressive. Al decimo giorno sono tornata in ufficio. Palestra e pesi, a sei settimane.
Quasi un terzo, e nessun euro in più
Quasi un terzo di quello che chiedevano in Italia. La domanda brutta: cosa tagliano. Non ho preso il più basso. Ho chiesto l’ospedale, chi opera, i codici a barre delle protesi, tutto per iscritto. Si cerca mastopessi con protesi Turchia e arriva una lista. Io ho chiesto un ospedale. Il piano firmato a Napoli è quello che hanno fatto: lo stesso chirurgo, due notti, sette giorni, i transfer. Nessun euro in più. Nessun ritocco a sorpresa mentre dormivo.
Napoli, il WhatsApp
Sedici milioni di persone, senza turco, da sola. All’arrivo, il mio nome sul cartello. Hotel, ricovero, medicazioni: una macchina, qualcuno che sapeva chi ero. Quella che stava con me parlava italiano vero. Ogni riga dei fogli. Quando ho aperto gli occhi, non il turco lontano. Al letto: «Francesca, è andata bene, come ti senti?»
Ho chiesto una donna già operata, in Italia, un anno prima. La T, il volume che non hanno alzato, le due notti. Quello che mi ha detto, l’ho avuto. Quell’ora mi ha messa sull’aereo.
A Napoli, ogni WhatsApp, la stessa persona dal primo messaggio. Foto del seno, quasi ogni giorno all’inizio. Una sera un pizzico, le undici, ho scritto in panico. Hanno detto perché, a quel punto, e quando davvero andare al pronto soccorso qui. Non mi sono sentita mollata una volta pagati.
Se il seno è caduto e svuotato, se il double bubble e la T ti tengono sveglia: io ci sono passata. Sola. Sono Francesca, a Napoli, e il vuoto non c’è più. Non è stata una passeggiata.
La tecnica sta sulla pagina del trattamento. Gli importi, sulla pagina prezzi.
Come manteniamo accurati i nostri contenuti medici
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| Revisione medica | Prof. Dr. Halil İbrahim Canter Liv Hospital Vadistanbul Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica |
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| Autore | Team di redazione medica di Just Clinic Istanbul |
Questo contenuto si basa sulla pratica clinica attuale, sul contributo dei chirurghi e sulle domande reali dei pazienti durante la pianificazione. Viene aggiornato quando cambiano prezzi, tecniche, indicazioni per il recupero o dettagli inclusi, in modo da restare utile, responsabile dal punto di vista medico e coerente con la valutazione scritta prima del viaggio.